Chirurgia estetica all’estero: i rischi del turismo medico low-cost e come scegliere in sicurezza

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Ogni anno molti italiani partono per operarsi all’estero, attratti da pacchetti “tutto incluso” con volo, hotel e intervento. Alcuni tornano soddisfatti; altri tornano con complicanze che il sistema sanitario italiano deve gestire, e alcune storie hanno avuto esiti tragici. Questo articolo non vuole denigrare nessun Paese né alcun collega: vuole dare gli strumenti per valutare la sicurezza di un percorso chirurgico, ovunque lo si intraprenda.

In breve

  • Il turismo medico per la chirurgia estetica è un fenomeno globale; alcune mete hanno la quota più alta di pazienti stranieri.
  • Nel 2025 il Ministero degli Esteri britannico ha segnalato sette decessi di cittadini del Regno Unito legati a interventi in Turchia; in Italia ha avuto risalto il caso di una paziente morta dopo una liposuzione a Istanbul.
  • Il prezzo basso spesso riflette ciò che manca: valutazione preoperatoria completa, anestesista dedicato, follow-up, tracciabilità dei dispositivi.
  • Una checklist di otto punti aiuta a valutare qualsiasi struttura, in Italia o all’estero.
  • In Italia la legge 24/2017 e il sistema di autorizzazione delle strutture offrono tutele precise.

Il fenomeno in numeri

Il Global Survey 2024 dell’ISAPS indica che i Paesi con la maggiore quota di pazienti stranieri sulla chirurgia estetica sono Tunisia, Emirati Arabi, Colombia e Turchia. Il fenomeno non è nuovo, ma la comunicazione sui social lo ha amplificato: cliniche che promettono “risultati garantiti” e pacchetti con trasferimento dall’aeroporto.

Il rovescio della medaglia è emerso con forza nel 2025. Il Foreign, Commonwealth and Development Office britannico ha reso noto che sette cittadini del Regno Unito sono morti in Turchia in seguito a interventi estetici nel corso dell’anno, e ha aggiornato le proprie avvertenze di viaggio. In Italia, nell’ottobre 2025, ha avuto ampia eco la morte di una giovane donna a Istanbul dopo una liposuzione. Nel giugno 2026 l’AICPE, l’associazione italiana di chirurgia plastica estetica, ha espresso preoccupazione per l’aumento delle complicanze da turismo sanitario e ha chiesto tutela per i pazienti e continuità assistenziale.

Perché costa meno (e cosa spesso manca)

Un intervento chirurgico ha un costo composto da molte voci: la sala operatoria, l’anestesista, il personale infermieristico, i dispositivi impiantabili, gli esami preoperatori, la degenza, le visite di controllo, l’assicurazione. Quando il prezzo complessivo è una frazione di quello praticato in Italia, non è solo una questione di costo della vita: qualcosa, spesso, è stato ridotto o eliminato.

Le criticità più frequenti che vediamo nei pazienti che tornano dall’estero con problemi sono:

  • Valutazione preoperatoria compressa: visita e intervento nello stesso giorno o a distanza di ore, senza il tempo per riflettere, senza esami completi e senza una vera discussione delle alternative.
  • Interventi multipli in una sola seduta: liposuzioni estese, addominoplastica e mastoplastica insieme, con tempi operatori che superano i limiti di sicurezza.
  • Follow-up assente: si rientra in Italia dopo pochi giorni, quando le complicanze principali (ematomi, infezioni, deiscenze, trombosi) hanno ancora tempo per manifestarsi.
  • Tracciabilità dei dispositivi: in caso di protesi, non sempre si torna a casa con la documentazione del modello, del lotto e del produttore.
  • Consenso informato: talvolta in una lingua non compresa, o firmato senza colloquio.

Nessuno di questi punti è esclusivo di un Paese: sono i punti su cui valutare qualunque struttura.

La posizione di AICPE e SICPRE

Le società scientifiche italiane hanno ripetutamente invitato i pazienti a verificare che il chirurgo sia specialista in chirurgia plastica, che la struttura sia autorizzata e che sia previsto un percorso di follow-up. AICPE ha diffuso consigli pratici per chi valuta un intervento all’estero, sottolineando il tema della continuità assistenziale: chi gestisce la complicanza a mille chilometri di distanza?

Checklist di sicurezza in 8 punti

  1. Specialista: il chirurgo è specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica? Il titolo è verificabile in un albo pubblico?
  2. Struttura autorizzata: l’intervento si svolge in una struttura accreditata per la chirurgia, con sala operatoria, rianimazione o convenzione con un ospedale vicino?
  3. Anestesista dedicato: è presente un medico anestesista per tutta la durata dell’intervento?
  4. Consenso informato: avete ricevuto un documento nella vostra lingua, con rischi, alternative e tempo per decidere?
  5. Esami preoperatori: sono stati richiesti esami del sangue, ECG e, se necessario, visita cardiologica o senologica?
  6. Cartella clinica: vi viene consegnata una copia completa della documentazione, comprese le etichette dei dispositivi impiantati?
  7. Assicurazione: il chirurgo e la struttura hanno una copertura per responsabilità professionale?
  8. Piano per le complicanze: chi contattare, dove andare e chi paga in caso di problemi dopo il rientro?

Se anche una sola di queste risposte è incerta, vale la pena fermarsi.

Cosa fare se tornate con un problema

Febbre, dolore crescente, arrossamento, secrezione dalla ferita, gonfiore improvviso di una gamba o difficoltà respiratoria dopo un intervento richiedono una valutazione immediata al pronto soccorso. Non aspettate di ricontattare la clinica estera. Portate con voi tutta la documentazione disponibile. Molti pazienti si vergognano di raccontare di essersi operati all’estero: non c’è alcun motivo, e le informazioni sono essenziali per curarvi bene. Il Dott. Gambassi valuta regolarmente pazienti con esiti di interventi eseguiti altrove, per esempio dopo liposuzione con irregolarità o dopo mastoplastiche con problemi di posizionamento.

Le tutele in Italia

In Italia la legge 24/2017 (legge Gelli-Bianco) disciplina la responsabilità professionale sanitaria e impone alle strutture e ai professionisti l’obbligo di copertura assicurativa; le strutture che eseguono interventi chirurgici devono essere autorizzate dalla Regione secondo requisiti strutturali e organizzativi. Le protesi mammarie impiantate vengono inserite nel registro nazionale. Questi elementi non azzerano il rischio, ma garantiscono che, in caso di problemi, esista un percorso definito di responsabilità e di assistenza. Anche la vicinanza geografica conta: le complicanze si gestiscono meglio quando il chirurgo che vi ha operato è raggiungibile in poche ore.

Domande frequenti

Operarsi all’estero è sempre pericoloso?
No. Esistono ottimi chirurghi in ogni Paese. Il rischio dipende dalla qualità del percorso, non dal passaporto. La checklist di questo articolo vale ovunque.

Un chirurgo italiano gestisce le complicanze di un intervento fatto altrove?
Sì, in urgenza ci si rivolge al pronto soccorso; per la gestione successiva e le eventuali correzioni si può consultare uno specialista, che valuterà il caso con la documentazione disponibile.

Come verifico che un chirurgo sia specialista?
In Italia tramite il portale della FNOMCeO, che riporta le specializzazioni iscritte all’albo. All’estero, chiedete il titolo e verificatelo con la società scientifica nazionale.

Quando parlarne in visita

Se state valutando un intervento e avete ricevuto proposte molto diverse tra loro, una visita serve anche a capire quali domande fare, ovunque decidiate di operarvi. Il Dott. Gambassi riceve a Milano, Torino, Brescia, Arma di Taggia, Monteriggioni, Piacenza e Massa: prenotate una consulenza.

Le informazioni hanno scopo informativo e non sostituiscono la visita specialistica. Ogni intervento comporta rischi che vengono discussi in sede di consenso informato.

Fonti

  • Il Fatto Quotidiano, caso Milena Mancini (ottobre 2025): https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/21/turismo-medico-milena-mancini-liposuzione-turchia-chirurgia-estetica-notizie/8167736/
  • SkinChannel, consigli AICPE sul turismo sanitario: https://www.skinchannel.it/turismo-sanitario-chirurgia-estetica-consigli-aicpe-sicurezza/
  • Medical Tourism Watch, avvertenza FCDO su sette decessi in Turchia: https://www.medicaltourismwatch.com/uk-warning-puts-turkeys-medical-tourism-pitch-under-fresh-scrutiny-after-seven-british-deaths/
  • ISAPS, Global Survey 2024: https://www.isaps.org/discover/about-isaps/global-statistics/global-survey-2024-full-report-and-press-releases/
  • Il Fatto Quotidiano, la pubblicità sanitaria e i limiti di legge (agosto 2026): https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/29/la-pubblicita-sanitaria-non-e-vietata-ma-attenzione-agli-spot-che-creano-bisogni-in-campo-chirurgico/8487602/
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Polizza complicanze inclusa nel prezzo — ogni intervento è coperto dall’assicurazione Medassure Beauty: se si presenta una complicanza, revisione chirurgica, ricovero, onorari, anestesia e materiali sono coperti fino a 100.000 € per 2 anni. Nessun costo a sorpresa.