
“Lifting senza chirurgia”, “lifting in pausa pranzo”: i fili riassorbibili sono tra i trattamenti più pubblicizzati della medicina estetica e tra i più fraintesi. Funzionano, ma per un tipo preciso di paziente, per un tempo limitato e con una lista di possibili complicanze che una meta-analisi del 2026 ha finalmente quantificato. In questo articolo il Dott. Gambassi spiega cosa aspettarsi, senza esagerazioni in nessuna direzione.
In breve
- I fili riassorbibili (PDO, PLLA, PCL) riposizionano modestamente i tessuti e stimolano la produzione di collagene lungo il loro percorso.
- Il candidato ideale ha lassità lieve, pelle di buona qualità, tra i 35 e i 50 anni.
- Meta-analisi 2026 (26 studi, 2.827 pazienti): edema 34%, ecchimosi 26%, fili visibili o palpabili 10%, irregolarità cutanee 7%, esposizione 5%, infezione 2%.
- La durata realistica è di 12-18 mesi.
- Non sostituiscono un lifting chirurgico nella lassità moderata o importante.
Cosa sono e come agiscono
I fili riassorbibili sono suture in materiale biodegradabile, polidiossanone (PDO), acido polilattico (PLLA) o policaprolattone (PCL), inserite nel tessuto sottocutaneo con aghi o cannule. Ne esistono due famiglie. I fili lisci (mono, spirali, a rete) non sollevano: creano una trama che stimola la fibrosi e il collagene, migliorando compattezza e qualità della pelle. I fili di trazione (con coni o “spicule” bidirezionali) si ancorano ai tessuti e permettono un riposizionamento verso l’alto delle guance, del contorno mandibolare, del sopracciglio o del collo.
Il filo si riassorbe in 6-12 mesi (PDO) o 12-18 mesi (PLLA, PCL); l’effetto di sostegno che residua dipende dalla fibrosi indotta. Il trattamento si esegue in anestesia locale, in ambulatorio, in 30-60 minuti.
Candidato ideale (lassità lieve, 35-50 anni)
I fili danno i risultati migliori in chi ha una lassità iniziale del terzo medio e inferiore del viso, pelle di buon spessore ed elasticità, un tessuto sottocutaneo non troppo abbondante né troppo scarso, e aspettative moderate. In genere si tratta di pazienti tra i 35 e i 50 anni che notano un cedimento lieve e non vogliono, o non necessitano ancora, un intervento chirurgico.
Non sono indicati, o danno risultati deludenti, in chi ha pelle sottile (fili visibili), pelle molto spessa e pesante (il filo non regge), lassità moderata o grave, eccesso cutaneo evidente, o in chi ha subito filler abbondanti nella zona di passaggio. Non sono indicati nemmeno in chi ha bisogno di volume: un viso svuotato non si “tira”, si riempie.
I dati
Una meta-analisi pubblicata nel 2026 su Frontiers in Surgery ha raccolto 26 studi per 2.827 pazienti trattati con fili riassorbibili del viso. Le complicanze riportate sono state:
- edema nel 34% dei casi;
- ecchimosi nel 26%;
- fili visibili o palpabili nel 10%;
- irregolarità cutanee (dimpling) nel 7%;
- esposizione del filo nel 5%;
- infezione nel 2%.
Edema ed ecchimosi sono attesi e transitori. Le altre complicanze sono meno frequenti ma reali: un filo visibile o esposto va rimosso, un’irregolarità va massaggiata o corretta, un’infezione trattata. La soddisfazione riportata negli studi è buona a breve termine e decresce con il tempo, coerentemente con il riassorbimento. L’aumento della domanda di “lifting non chirurgico” ha portato con sé un aumento di complicanze da trattamenti eseguiti da operatori con formazione insufficiente, un fenomeno segnalato dalle società scientifiche.
Durata realistica
La durata è il punto su cui la comunicazione commerciale è più generosa e la letteratura più severa. Il sollevamento visibile nei primi giorni è in parte dovuto all’edema; il risultato stabilizzato si valuta a un mese. Da lì il beneficio si mantiene, in media, per 12-18 mesi, con variazioni individuali. Chi promette “tre anni” non sta citando dati. Un trattamento di richiamo può essere programmato, ma la ripetizione indefinita ha un costo cumulativo che, nel paziente con lassità in aumento, va confrontato con quello di un intervento chirurgico risolutivo.
Fili vs lifting deep plane vs energia
- Fili: lassità lieve, nessuna cicatrice, recupero di pochi giorni, durata 12-18 mesi, riposizionamento modesto.
- Tecnologie a energia (radiofrequenza con microaghi, ultrasuoni focalizzati): agiscono sulla qualità e sulla compattezza della pelle, senza riposizionamento; utili in prevenzione e mantenimento.
- Lifting cervico-facciale: lassità moderata o importante, riposizionamento dei tessuti profondi, cicatrici nascoste, recupero di 2-3 settimane, beneficio di dieci anni o più. La meta-analisi sul deep plane riporta soddisfazione superiore al 90%.
I fili possono essere un “ponte” verso il lifting nel paziente giovane con lassità iniziale, o un’opzione per chi non può o non vuole operarsi. Non sono un’alternativa al lifting per chi ha un’indicazione chirurgica: in quel caso il risultato è modesto, breve e, con ripetizioni multiple, la fibrosi può complicare un eventuale intervento futuro.
Perché contano le mani (e la struttura)
L’inserimento dei fili richiede una conoscenza precisa dei piani anatomici e del decorso dei vasi e dei nervi del viso. La profondità corretta è il fattore che separa un risultato naturale da un filo visibile, un’irregolarità o una lesione. Per questo il trattamento andrebbe eseguito da un medico con formazione specifica in anatomia del viso, in un ambiente sterile, con prodotti di cui si conosca la marcatura CE e la tracciabilità. In uno studio di chirurgia plastica, la valutazione ha un vantaggio ulteriore: il medico che propone i fili è lo stesso che può proporre, e discutere onestamente, l’alternativa chirurgica. Scoprite di più sulla pagina dedicata ai fili riassorbibili.
Domande frequenti
Il trattamento con i fili è doloroso?
Si esegue in anestesia locale; nei giorni successivi sono normali un senso di tensione e un fastidio alla masticazione, che si risolvono in una-due settimane.
Si possono combinare con altri trattamenti?
Sì: tossina botulinica per le rughe dinamiche, biorivitalizzanti per la qualità della pelle e, con cautela e in tempi separati, filler per piccoli volumi.
Quando è meglio un lifting?
Quando la lassità è moderata o importante, quando c’è pelle in eccesso e quando si desidera un risultato stabile nel tempo. In visita il test di riposizionamento aiuta a decidere.
Quando parlarne in visita
Se avete una lassità iniziale del viso e vi chiedete se i fili siano la soluzione, o se invece sia il momento di considerare altro, la visita permette di valutare la qualità della pelle, il grado di cedimento e le vostre aspettative con un chirurgo che può offrire l’intero spettro delle opzioni. Il Dott. Gambassi riceve a Milano, Torino, Brescia, Arma di Taggia, Monteriggioni, Piacenza e Massa: prenotate una consulenza.
Le informazioni hanno scopo informativo e non sostituiscono la visita specialistica. Ogni trattamento comporta rischi che vengono discussi in sede di consenso informato.
Fonti
- Meta-analisi sulle complicanze dei fili riassorbibili, Frontiers in Surgery (2026): https://www.frontiersin.org/journals/surgery/articles/10.3389/fsurg.2026.1769458/full
- Meta-analisi deep plane vs SMAS, Aesthetic Plastic Surgery (2025): https://link.springer.com/article/10.1007/s00266-025-05118-x
- Dati AICPE riportati da SHMag (aprile 2026): https://www.shmag.it/lifestyle/benessere/18_04_2026/chirurgia-estetica-in-crescita-ma-e-rivoluzione-soft-i-trend-dal-seno-ai-filler/