
“Looksmaxxing” è il termine, nato nei forum statunitensi e diventato virale su TikTok, con cui ragazzi molto giovani indicano l’insieme di pratiche per “massimizzare” il proprio aspetto: dalla cura della pelle fino a filler, tossina e interventi chirurgici. Nel nostro studio le richieste da parte di pazienti sotto i 25 anni sono aumentate, e con esse i casi in cui la risposta corretta è un no motivato. Questo articolo spiega perché.
In breve
- In Italia gli interventi di chirurgia estetica sui minorenni sono vietati salvo casi specifici (malformazioni, esiti di traumi, otoplastica), e comunque con consenso di entrambi i genitori.
- Anche nei giovani adulti, la valutazione psicologica e delle aspettative è parte della visita.
- I dati ASPS 2025 mostrano un calo delle procedure nella fascia 18-25 anni: la tendenza “meno è meglio” cresce.
- Il dismorfismo corporeo colpisce una quota rilevante dei richiedenti; riconoscerlo è un dovere del medico.
Cosa chiedono i più giovani
Le richieste ricorrenti sono filler alle labbra e alla mandibola, tossina “preventiva”, rinoplastica, rimozione delle bolle di Bichat e, in misura minore, mastoplastica. Spesso la richiesta arriva con l’immagine di riferimento di un filtro o di un influencer, cioè di un volto che non esiste in natura. Gli standard proposti online — mandibola squadrata, occhi “da gatto”, labbra voluminose — sono uniformi e poco compatibili con la varietà dei volti reali.
Cosa dice la legge in Italia
La normativa italiana e il Codice di deontologia medica vietano interventi di chirurgia estetica sui minori di 18 anni, con eccezioni per le correzioni di malformazioni, gli esiti di traumi e patologie, e alcuni interventi come l’otoplastica per orecchie prominenti, comunque con consenso di entrambi i genitori e valutazione del medico. La medicina estetica iniettiva sui minori non ha indicazioni estetiche accettate. Per il paziente fra 18 e 25 anni non esistono divieti, ma il medico ha il dovere di valutare la maturità della richiesta e di rifiutare trattamenti non indicati.
Il dismorfismo corporeo
Una quota dei pazienti che chiedono interventi estetici, stimata in letteratura fra il 5 e il 15% nei contesti chirurgici, presenta un disturbo da dismorfismo corporeo: la preoccupazione per un difetto minimo o inesistente occupa gran parte della giornata e non migliora dopo il trattamento, anzi spesso si sposta su un’altra parte del corpo. Nei giovani esposti a ore di confronto con immagini filtrate il rischio è maggiore. Per questo, in visita, dedichiamo tempo a capire da quanto la persona pensa al “difetto”, quanto interferisce con la vita e che cosa si aspetta di ottenere. Quando emergono segnali di allarme, la strada corretta è una valutazione psicologica, non l’intervento.
Quando la risposta è sì
Ci sono richieste legittime anche in età giovane: un naso con deviazione settale e difficoltà respiratorie, orecchie prominenti che causano disagio a scuola, una ginecomastia persistente dopo la pubertà, un’asimmetria mammaria marcata, cicatrici da acne severa. In questi casi la chirurgia risolve un problema reale e ben definito, con aspettative concrete.
Quando la risposta è no
- Richiesta basata su un’immagine filtrata o su un canone social.
- Trattamento “preventivo” senza un segno da correggere.
- Aspettativa che l’intervento cambi la vita sociale o affettiva.
- Pressione di terzi (partner, genitori, gruppo).
- Ripetute richieste di modifiche in zone diverse in poco tempo.
Dire no non significa chiudere la porta: significa proporre un percorso diverso — spesso una buona cura della pelle, fotoprotezione, e in alcuni casi un colloquio psicologico — e rivedersi dopo qualche mese.
Il ruolo delle società scientifiche
AICPE, SICPRE e le società internazionali hanno pubblicato posizioni chiare contro i trattamenti estetici nei minori e contro la comunicazione che crea bisogni. Anche il legislatore italiano, con le norme sulla pubblicità sanitaria, vieta messaggi promozionali “attrattivi e suggestivi”. Il calo del 9% delle procedure fra i 18 e i 25 anni registrato dall’ASPS nel 2025, e la crescita del “natural look”, suggeriscono che il vento sta cambiando anche fra i pazienti.
Domande frequenti
Mio figlio di 16 anni vuole la rinoplastica: si può fare?
Solo se esiste un’indicazione funzionale o malformativa documentata, con consenso di entrambi i genitori e a crescita completata; la sola motivazione estetica non è sufficiente.
A 19 anni posso fare i filler alle labbra?
Legalmente sì. In visita si valutano proporzioni, motivazione e aspettative; spesso la risposta è un trattamento minimo o un rinvio.
Che cos’è la tossina “preventiva”?
L’uso a basse dosi per ridurre la formazione di rughe da espressione. Ha un razionale in chi ha già linee visibili a riposo, non in chi non ne ha.
Quando parlarne in visita
Il Dott. Gambassi riceve anche pazienti giovani e famiglie per una valutazione senza impegno, con l’obiettivo di distinguere una richiesta fondata da una moda. Le visite si svolgono su appuntamento nelle sedi di Milano, Torino, Brescia, Arma di Taggia, Monteriggioni, Piacenza e Massa.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita medica.
Fonti
- American Society of Plastic Surgeons, Plastic Surgery Statistics 2025 – https://www.plasticsurgery.org/plastic-surgery-statistics
- Il Fatto Quotidiano, “La pubblicità sanitaria non è vietata, ma attenzione agli spot che creano bisogni”, 29 agosto 2026 – https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/29/la-pubblicita-sanitaria-non-e-vietata-ma-attenzione-agli-spot-che-creano-bisogni-in-campo-chirurgico/8487602/
- FNOMCeO, Codice di deontologia medica, artt. 55-56