
La mastoplastica additiva è uno degli interventi più richiesti anche a Milano, e una delle domande che sentiamo più spesso in studio è: “Da dove si comincia?”. In questo articolo il Dott. Gary Gambassi, chirurgo estetico, racconta il percorso così come si svolge nello studio di Corso di Porta Romana, passo dopo passo: la prima visita, la scelta della protesi, il giorno dell’intervento e le settimane successive.
In breve
- La prima visita serve a capire cosa desideri, non a scegliere una “taglia”: si misura il torace, si valuta la qualità della pelle e si parla del risultato che hai in mente.
- La protesi si sceglie in base alle proporzioni del tuo corpo; forma, volume e posizione si decidono insieme.
- Nella maggior parte dei casi si torna a casa il giorno stesso o il giorno dopo, con un reggiseno contenitivo.
- I controlli dopo l’intervento contano quanto l’intervento stesso.
- Lo studio di Milano è in Corso di Porta Romana 120, a pochi minuti dalla metro M3 Crocetta e Porta Romana.
Prima di tutto: cosa desideri davvero?
Molte pazienti arrivano con una foto o con un numero in mente (“vorrei una terza”). È un buon punto di partenza, ma la taglia del reggiseno cambia da marca a marca e dice poco su come apparirà il seno sul tuo corpo. Per questo la prima visita parte da una conversazione: cosa non ti piace oggi, cosa vorresti vedere allo specchio, che vita fai (sport, lavoro, eventuali gravidanze future).
Una delle nostre pazienti, intervistata tre anni dopo l’intervento, lo ha detto con parole semplici: non partiva da un’insicurezza, il suo corpo le piaceva già, voleva solo valorizzarne una parte. È il punto di vista che cerchiamo di rispettare: un risultato che perfeziona ciò che c’è, in armonia con la persona.

La prima visita a Milano: cosa succede
Durante la visita il Dott. Gambassi:
- misura la base del seno, la distanza tra capezzolo e solco, lo spessore dei tessuti e la simmetria;
- valuta la qualità della pelle e la presenza di un eventuale seno cadente (in quel caso si parla anche di mastopessi);
- raccoglie la storia clinica: farmaci, interventi precedenti, familiarità, allattamento;
- ti mostra campioni di protesi di forme e volumi diversi, da provare con un reggiseno di prova.
Alla fine della visita ricevi un piano scritto: tecnica proposta, tipo di protesi, esami preoperatori e preventivo. Non devi decidere subito: chi sceglie con calma, di solito, sceglie meglio.
Come si sceglie la protesi
Le protesi oggi si differenziano per forma (rotonda o anatomica), superficie, profilo e volume. Non esiste la protesi “migliore” in assoluto: esiste quella più adatta al tuo torace. Gli elementi che guidano la scelta sono:
- la larghezza della base del seno, che limita il diametro della protesi;
- lo spessore dei tessuti, che decide se posizionare la protesi sotto la ghiandola, sotto il muscolo o in posizione “dual plane”;
- il risultato desiderato, più naturale o più evidente.
Se vuoi approfondire le differenze tra le protesi di nuova generazione, trovi un articolo dedicato: protesi seno di nuova generazione. In alcuni casi si può combinare la protesi con il grasso della paziente (mastoplastica ibrida): ne parliamo qui: mastoplastica ibrida, protesi e lipofilling.
Il giorno dell’intervento
L’intervento si esegue in struttura autorizzata, in anestesia generale, con anestesista dedicato. L’incisione più usata è nel solco sotto il seno, dove la cicatrice resta nascosta; in casi selezionati si può passare dall’areola. La durata varia in base alla tecnica, in genere tra un’ora e un’ora e mezza.
Al risveglio indossi un reggiseno contenitivo. Nella maggior parte dei casi si torna a casa il giorno stesso o la mattina dopo.
Il recupero, settimana per settimana
- Primi giorni: senso di tensione e indolenzimento, ben controllati dagli antidolorifici. Si dorme a pancia in su.
- Prima settimana: primo controllo in studio. Molte pazienti con un lavoro d’ufficio riprendono dopo circa una settimana.
- Dalla terza alla sesta settimana: si riprende gradualmente l’attività fisica, prima quella leggera, poi quella che coinvolge le braccia e il petto, sempre su indicazione del chirurgo.
- Dai tre ai sei mesi: la protesi si assesta e il seno assume la forma definitiva. Le cicatrici continuano a schiarire per mesi.
I controlli successivi fanno parte del percorso: è lì che si verifica che tutto proceda come previsto e si risponde ai dubbi che arrivano a casa.
Sicurezza: cosa chiedere sempre
Qualunque sia lo studio che scegli, chiedi sempre: chi esegue l’intervento, in quale struttura, con quale anestesista, quale protesi viene usata e come è tracciata, cosa succede in caso di complicanza. Nel nostro percorso è inclusa una polizza che copre le spese mediche per le complicanze post-operatorie. Una mastoplastica è un intervento chirurgico vero e proprio: come ogni intervento ha rischi possibili (ematoma, infezione, contrattura capsulare, asimmetrie) che vanno spiegati con chiarezza prima di decidere.
Domande frequenti
Quanto tempo deve passare dopo una gravidanza?
In genere si consiglia di aspettare la fine dell’allattamento e qualche mese perché il seno si stabilizzi. Se il seno si è svuotato, può servire anche un sollevamento.
La protesi va sostituita dopo dieci anni?
Non esiste una scadenza fissa: le protesi moderne si controllano nel tempo e si sostituiscono se ci sono problemi o se cambia il desiderio della paziente.
Si può allattare dopo una mastoplastica additiva?
Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto con l’accesso dal solco sotto il seno, che non interferisce con la ghiandola.
Dove si svolge la visita
Lo studio di Milano è in Corso di Porta Romana 120, facilmente raggiungibile con la metro M3 (Crocetta, Porta Romana) e a pochi minuti dal Duomo. Il Dott. Gambassi visita anche a Torino, in Liguria, a Massa e in Versilia e a Brescia. Trovi tutte le informazioni sull’intervento nella pagina mastoplastica additiva con protesi; per prenotare una consulenza puoi usare la pagina contatti.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una visita medica.