
La mastoplastica additiva resta uno degli interventi più eseguiti al mondo, ma le protesi di oggi hanno poco in comune con quelle di vent’anni fa. Tre cambiamenti hanno segnato l’ultimo decennio: il passaggio dalle superfici macrotesturizzate a quelle lisce o nanotesturizzate dopo il caso BIA-ALCL, l’arrivo di gel con coesività diverse per un tatto più naturale, e la richiesta di volumi più contenuti. Il report RealSelf 2025 segnala che la taglia media scelta negli Stati Uniti è scesa da 300-400 cc a 185-285 cc.
In breve
- Le protesi macrotesturizzate sono state ritirate in molti paesi per l’associazione con il linfoma anaplastico a grandi cellule (BIA-ALCL), raro ma reale.
- Le superfici lisce e nanotesturizzate hanno un profilo di rischio migliore per questo aspetto; la contrattura capsulare resta la complicanza più frequente.
- Le nuove generazioni di gel offrono un tatto più morbido e una minore incidenza di ondulazioni.
- Nessuna protesi è “per la vita”: è un dispositivo che va controllato e, prima o poi, sostituito.
Superficie: perché è cambiata
Il linfoma anaplastico a grandi cellule associato a protesi mammarie (BIA-ALCL) è una neoplasia rara del sistema immunitario che si sviluppa nella capsula attorno alla protesi, quasi esclusivamente con impianti a superficie macrotesturizzata. Dal 2019, dopo il ritiro di alcune linee di prodotto e le comunicazioni della FDA e delle agenzie europee, la maggior parte dei chirurghi è passata a superfici lisce o a bassa rugosità. Il rischio con queste superfici è considerato molto basso. Chi ha protesi texturizzate non deve rimuoverle in assenza di sintomi, ma deve conoscere i segnali di allarme: gonfiore improvviso di un seno a distanza di anni, nodulo, asimmetria nuova.
Gel e forma
I gel di silicone attuali sono altamente coesivi (non fuoriescono in caso di rottura) e disponibili in diverse consistenze: più morbidi per un tatto naturale in pazienti con tessuto adeguato, più fermi per mantenere la forma in pazienti magre. Le protesi anatomiche “a goccia” sono meno usate rispetto a dieci anni fa, perché le rotonde di ultima generazione, posizionate sotto il muscolo, assumono una forma naturale in posizione eretta e non corrono il rischio di rotazione. Alcuni produttori propongono impianti più leggeri o con gel a peso ridotto per limitare il carico sui tessuti nel tempo.
La tendenza ai volumi piccoli
La richiesta prevalente è oggi un seno proporzionato, che non si noti come “rifatto”. Questo si traduce in volumi più contenuti, spesso abbinati al lipofilling per coprire i bordi (mastoplastica ibrida). Le pazienti che vent’anni fa avrebbero scelto 350 cc oggi si orientano su 220-280 cc. Il volume giusto dipende comunque dalle misure del torace: larghezza della base mammaria, spessore dei tessuti, distanza fra i seni.
Sicurezza e controlli
La protesi non è un impianto definitivo. Le raccomandazioni internazionali prevedono un controllo clinico annuale e un’ecografia o una risonanza a intervalli regolari (in genere dopo 5-6 anni e poi ogni 2-3 anni) per verificare l’integrità del gel. La contrattura capsulare — l’indurimento della capsula attorno alla protesi — resta la complicanza più frequente a lungo termine e può richiedere un reintervento. La cosiddetta “breast implant illness”, un insieme di sintomi sistemici riportati da alcune pazienti, non ha oggi una definizione diagnostica condivisa, ma la richiesta di rimozione va sempre ascoltata: ne parliamo nell’articolo sull’explant.
Registro e tracciabilità
In Italia è attivo il Registro nazionale delle protesi mammarie: ogni impianto viene registrato con un codice identificativo. Conservare la tessera della protesi e i referti è importante per ogni controllo futuro.
Domande frequenti
Devo cambiare le mie protesi ogni 10 anni?
Non c’è una scadenza fissa. Si sostituiscono in caso di rottura, contrattura, cambiamento del seno o desiderio di modificare volume; molte pazienti superano i 15 anni senza problemi con controlli regolari.
Le protesi lisce si spostano?
Il rischio di dislocazione è basso se la tasca è ben dimensionata; le protesi rotonde non hanno problemi di rotazione.
Si può allattare con le protesi?
Sì, nella grande maggioranza dei casi; l’incisione periareolare può ridurre lievemente la probabilità.
Quando parlarne in visita
Il Dott. Gambassi discute in visita tipo di protesi, superficie, volume e posizione in base alle misure e alle aspettative, e consegna sempre la documentazione dell’impianto. Le visite si svolgono su appuntamento nelle sedi di Milano, Torino, Brescia, Arma di Taggia, Monteriggioni, Piacenza e Massa.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita medica. Ogni intervento chirurgico comporta rischi che vanno discussi personalmente con il chirurgo.
Fonti
- U.S. Food and Drug Administration, Breast Implants: Safety Communications e BIA-ALCL – https://www.fda.gov/medical-devices/breast-implants
- RealSelf Real Talk Report 2025 – https://www.realself.com/news/realtalk-2025-trends
- ISAPS Global Survey 2024 – https://www.isaps.org/discover/about-isaps/global-statistics/
- Ministero della Salute, Registro nazionale delle protesi mammarie