
Per anni la mastoplastica additiva è stata l’intervento estetico più eseguito al mondo. Oggi una quota crescente di donne chiede l’operazione opposta: rimuovere le protesi. Le ragioni sono molte, mediche e personali. In questo articolo il Dott. Gambassi spiega quando si rimuovono le protesi, quali tecniche esistono e cosa ci si può realisticamente aspettare dal seno dopo l’intervento.
In breve
- Nel 2024 sono state eseguite nel mondo oltre 340.000 rimozioni di protesi mammarie (ISAPS), 12.510 solo in Germania.
- I motivi più comuni: contrattura capsulare, rottura, cambiamento del proprio gusto, sintomi riferiti alla “breast implant illness”.
- La BII non è una diagnosi riconosciuta; molte pazienti riferiscono miglioramento dei sintomi, ma la relazione causale non è dimostrata.
- Le opzioni: rimozione semplice, capsulectomia parziale o totale, sostituzione con protesi più piccole, mastopessi, lipofilling.
- Il seno dopo l’explant dipende da quanto tessuto proprio è rimasto e dalla qualità della pelle.
Un fenomeno in crescita: i numeri
Secondo il Global Survey 2024 dell’ISAPS, la rimozione delle protesi mammarie ha riguardato 341.971 pazienti nel mondo, con un lieve calo rispetto all’anno precedente (−4,4%) dopo anni di crescita. Negli Stati Uniti, riporta National Geographic, gli explant erano aumentati del 34,4% nel 2020 e ancora del 9% nel 2023, per poi stabilizzarsi. Nello stesso periodo le comunità online dedicate al tema sono passate da poche centinaia a decine di migliaia di iscritte.
Parallelamente cambia il gusto: RealSelf segnala che la taglia media delle protesi richieste è scesa da 300-400 cc a 185-285 cc. Chi si è operata quindici o venti anni fa con volumi generosi oggi spesso desidera un seno più discreto, più coerente con il proprio corpo e con l’idea di naturalezza che domina la chirurgia estetica attuale.
Perché si rimuovono
Le ragioni mediche più frequenti sono la contrattura capsulare (la capsula fibrosa che il corpo forma intorno alla protesi si ispessisce e si contrae, rendendo il seno duro, dolente o deformato) e la rottura della protesi, che nei modelli in gel coesivo può essere silente e visibile solo con ecografia o risonanza. Esistono poi il malposizionamento, le pieghe visibili (rippling) e il sieroma tardivo.
Un capitolo a parte è il linfoma anaplastico a grandi cellule associato a protesi mammarie (BIA-ALCL), una forma rara di linfoma legata soprattutto a protesi con superficie testurizzata. Non è un tumore del seno, è molto raro e nella grande maggioranza dei casi si presenta con un sieroma tardivo; la sua gestione richiede un percorso specifico. È un motivo per il controllo periodico, non per l’allarme.
Infine ci sono le ragioni personali: cambiamento di vita, gravidanze, dimagrimento, desiderio di un corpo diverso. Sono ragioni valide quanto quelle mediche.
Breast implant illness: cosa sappiamo e cosa no
Con “breast implant illness” (BII) si indica un insieme di sintomi riferiti da alcune portatrici di protesi: stanchezza, dolori articolari, difficoltà di concentrazione, ansia, disturbi cutanei. Non esiste attualmente una definizione diagnostica riconosciuta né un test che la identifichi, e gli studi disponibili non hanno dimostrato una relazione causale tra protesi e sintomi. Allo stesso tempo, una quota rilevante di pazienti riferisce miglioramento dopo la rimozione, un dato che la comunità scientifica sta studiando con serietà.
La nostra posizione è di ascolto senza promesse: non possiamo garantire che i sintomi scompaiano con l’explant, e non escludiamo che ci siano altre cause da indagare in parallelo. Se una paziente, informata, sceglie la rimozione, la accompagniamo.
Tecniche: rimozione semplice, capsulectomia, en bloc
- Rimozione semplice: si estrae la protesi lasciando in sede la capsula, quando è sottile e normale. Intervento breve, spesso attraverso la cicatrice preesistente.
- Capsulectomia parziale o totale: si rimuove anche la capsula, indicata in caso di contrattura, calcificazioni, rottura con fuoriuscita di gel o sospetto di BIA-ALCL.
- Capsulectomia “en bloc”: la capsula viene rimossa integra intorno alla protesi. È richiesta da molte pazienti che leggono di BII, ma è tecnicamente più invasiva e ha un’indicazione medica precisa solo in casi selezionati. In visita spieghiamo perché non è sempre necessaria.
Come sarà il seno dopo
È la domanda che preoccupa di più. Dopo anni di protesi, la ghiandola può essersi assottigliata e la pelle allungata; il risultato di una rimozione “secca” può essere un seno svuotato e sceso. Le opzioni per gestirlo sono tre, spesso combinate:
- Mastopessi: si risolleva il tessuto e si rimuove la pelle in eccesso, con cicatrici periareolari, verticali o a T invertita a seconda del grado di ptosi.
- Lipofilling del seno: il grasso prelevato da addome o cosce restituisce un volume moderato e naturale. Va considerato il riassorbimento parziale e la possibilità di sedute multiple.
- Sostituzione con protesi più piccole: per chi desidera mantenere una pienezza definita ma con proporzioni più contenute, eventualmente cambiando la tasca (da sottoghiandolare a sottomuscolare o viceversa).
Nelle pazienti con buon tessuto proprio e pelle elastica, la sola rimozione può dare un risultato soddisfacente. La valutazione preoperatoria, con ecografia o risonanza, è essenziale per pianificare.
Recupero e controlli
L’intervento si esegue in anestesia generale, in genere in day surgery o con una notte di degenza. Nei primi giorni si indossa un reggiseno contenitivo; il ritorno alle attività leggere avviene in una settimana, allo sport in quattro-sei settimane. Le complicanze possibili includono ematoma, sieroma, infezione, alterazioni della sensibilità e asimmetrie. Dopo l’explant consigliamo di proseguire i controlli senologici di routine; la protesi rimossa viene registrata e, se richiesto, inviata ad analisi.
Domande frequenti
Devo per forza sostituire le protesi?
No. Molte pazienti scelgono di non rimetterle. La decisione dipende da quanto tessuto è rimasto, dalle aspettative e dal desiderio di ulteriori cicatrici.
La capsula va sempre rimossa?
Non sempre. Una capsula sottile e normale può essere lasciata in sede; si rimuove in caso di contrattura, calcificazioni, rottura o sospetto clinico specifico.
Posso fare la rimozione e la mastopessi nella stessa seduta?
Sì, nella maggior parte dei casi. In presenza di infezione o di tessuti molto compromessi si preferisce operare in due tempi.
Quando parlarne in visita
Se avete protesi da più di dieci anni, se notate cambiamenti di forma o consistenza, o se semplicemente non vi riconoscete più nel vostro seno, una visita con ecografia è il punto di partenza per capire se e come intervenire. Il Dott. Gambassi riceve a Milano, Torino, Brescia, Arma di Taggia, Monteriggioni, Piacenza e Massa: prenotate una consulenza.
Le informazioni hanno scopo informativo e non sostituiscono la visita specialistica. Ogni intervento comporta rischi che vengono discussi in sede di consenso informato.
Fonti
- National Geographic, “Why breast implant removal is growing popular” (2026): https://www.nationalgeographic.com/health/article/breast-implant-removal-growing-popular
- ISAPS, Global Survey 2024 (PDF): https://www.isaps.org/media/razfvmsk/isaps-global-survey-2024.pdf
- RealSelf, Real Talk Report 2025: https://www.realself.com/news/realtalk-2025-trends