Seno cadente: perché succede e come si corregge (mastopessi, protesi, lipofilling)

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Il seno cadente, in termini medici mastoptosi o ptosi mammaria, è una delle richieste più frequenti nello studio di un chirurgo estetico. Non è una malattia e non è una colpa: è il risultato di come la pelle e il tessuto della mammella rispondono al tempo, agli ormoni e alle variazioni di peso. La buona notizia è che si corregge bene, e che oggi esistono più soluzioni tra cui scegliere in base al singolo caso.

Perché il seno cade

La mammella non ha muscoli che la sostengano: è tenuta in forma dalla pelle e dai legamenti di Cooper, sottili strutture di tessuto connettivo. Quando questi si allungano, il seno scende. Le cause più comuni sono:

  • gravidanza e allattamento: la ghiandola aumenta di volume e poi si riduce, lasciando la pelle “più larga” del contenuto;
  • dimagrimenti importanti, soprattutto se rapidi o ripetuti;
  • età e menopausa: il tessuto ghiandolare viene sostituito da grasso, più morbido e più pesante da sostenere;
  • predisposizione individuale: alcune donne hanno una pelle con meno elastina e un seno che cede già da giovani, specialmente se voluminoso;
  • fumo, che accelera la perdita di elasticità della pelle.

Il reggiseno sbagliato o lo sport, contrariamente a quanto si legge, hanno un ruolo minimo.

Quanto è “caduto”? I gradi di ptosi

Per scegliere l’intervento giusto il chirurgo valuta dove si trova il capezzolo rispetto al solco sottomammario (la piega sotto il seno):

  • grado 1: il capezzolo è all’altezza del solco;
  • grado 2: il capezzolo è sotto il solco, ma guarda ancora in avanti;
  • grado 3: il capezzolo è nel punto più basso del seno e guarda verso il basso;
  • pseudoptosi: il capezzolo è al posto giusto, ma il seno è svuotato nella parte alta e “scivola” sotto il solco. È la situazione tipica dopo l’allattamento.

Le soluzioni: creme e ginnastica no, chirurgia sì

Va detto con chiarezza: creme, massaggi, elettrostimolazione e “lifting non chirurgici” non sono in grado di riposizionare un seno caduto, perché non agiscono sulla pelle in eccesso né sulla posizione della ghiandola. Quando la ptosi c’è, l’unico modo per correggerla in modo stabile è chirurgico. Le opzioni sono tre, spesso combinate.

Mastopessi (lifting del seno)

È l’intervento di riferimento quando il volume è sufficiente ma il seno è sceso. Si rimuove la pelle in eccesso, si rimodella la ghiandola e si riposiziona il complesso areola-capezzolo più in alto. Le cicatrici dipendono dal grado di ptosi: solo intorno all’areola nei casi lievi, periareolare più verticale nei casi medi, a “T” invertita nei casi importanti. Scopri come si svolge la mastopessi e guarda i risultati prima e dopo.

Mastopessi con protesi

Quando il seno oltre a essere sceso è anche svuotato, soprattutto nel polo superiore, il solo lifting rischia di dare un seno alto ma piatto. In questi casi si abbina una protesi, che restituisce pienezza e proiezione, nello stesso intervento. Se la ptosi è lieve (grado 1 o pseudoptosi), a volte è sufficiente la sola mastoplastica additiva, con cicatrici minime.

Mastopessi con lipofilling

Per chi non desidera protesi, il volume può essere recuperato con il proprio grasso, prelevato da addome o fianchi e innestato nel seno (lipofilling del seno). Il guadagno di volume è più contenuto e naturale, e in parte viene riassorbito nei primi mesi, ma il risultato è morbido e senza corpi estranei. Ne parlo in dettaglio nell’articolo sulla mastopessi per il seno svuotato dopo gravidanza o dimagrimento.

Se il seno è grande e pesante

Quando la ptosi è dovuta a un seno voluminoso, il lifting da solo non regge nel tempo: il peso lo farebbe ricadere. In questi casi si esegue una mastoplastica riduttiva, che riduce il volume e solleva il seno nello stesso tempo, con un beneficio anche su schiena e spalle.

Cosa aspettarsi

L’intervento dura in media due ore, in anestesia generale, con dimissione in giornata o il giorno seguente. Si torna a una vita normale in una settimana, allo sport in circa un mese. Le cicatrici sono rosse nei primi mesi e sbiadiscono progressivamente nell’arco di un anno. Il risultato è duraturo, ma il seno continua a invecchiare con il resto del corpo: gravidanze o forti variazioni di peso successive possono in parte modificarlo.

Quale intervento è giusto per te

La scelta tra mastopessi semplice, con protesi, con lipofilling o riduttiva dipende dal grado di ptosi, dalla qualità della pelle, dal volume attuale e da quello desiderato. Non esiste una risposta valida per tutte, e la visita serve proprio a questo. Ricevo a Milano, Torino, Arma di Taggia (Sanremo), Massa, Piacenza e Brescia: prenota una visita o scrivimi su WhatsApp per un primo confronto.

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