
Ogni naso è diverso, e proprio per questo una buona rinoplastica non segue un modello unico: parte dall’analisi del naso e del volto del paziente. Ecco le conformazioni che vedo più spesso in visita e come si possono correggere.
Naso con gobba
La gobba sul dorso (gibbo osteocartilagineo) è il motivo più comune di richiesta. Si corregge abbassando il dorso osseo e cartilagineo e, se necessario, restringendo le ossa nasali per evitare un dorso troppo largo dopo la riduzione. Oggi l’obiettivo è un profilo dritto o leggermente concavo ma naturale, mai il naso “rifatto” degli anni passati.
Punta larga, bulbosa o cadente
Una punta globosa dipende dalla forma delle cartilagini alari e dallo spessore della pelle. Con suture e piccoli rimodellamenti delle cartilagini si ottiene una punta più definita; quando la punta è cadente si sostiene con innesti di cartilagine (strut columellare) per migliorare la rotazione e la proiezione.
Naso lungo o troppo proiettato
Un naso che sporge troppo dal volto o appare lungo di profilo si accorcia agendo sul setto caudale e sulla punta. Il rapporto con il mento è fondamentale: a volte un mento poco proiettato fa sembrare il naso più grande di quanto sia.
Naso storto o deviato
La deviazione può essere congenita o dovuta a traumi. Spesso coinvolge anche il setto interno e causa difficoltà respiratorie. In questi casi si esegue una rinosettoplastica, che corregge contemporaneamente estetica e funzione.
Narici larghe
Narici molto ampie o asimmetriche si riducono con piccole resezioni alla base delle ali nasali, con cicatrici nascoste nel solco naturale.
Naso a sella
Un dorso infossato, spesso esito di traumi o di precedenti interventi, si ricostruisce con innesti di cartilagine. È una chirurgia più complessa, come le rinoplastiche secondarie.
Naso etnico
Nasi con dorso basso, pelle spessa e punta poco definita richiedono una tecnica che rispetti i tratti del paziente: si migliora la definizione senza “occidentalizzare” il volto.
Come si sceglie la tecnica
La rinoplastica può essere eseguita con approccio chiuso (incisioni tutte all’interno del naso) o aperto (con una piccola incisione sulla columella), in base al lavoro da fare sulla punta. In visita si valutano pelle, cartilagini, respirazione e proporzioni del volto, e si discute insieme il risultato desiderato con l’aiuto di simulazioni sulle foto.
L’età minima consigliata è quella in cui lo sviluppo del naso è completato, generalmente intorno ai 17-18 anni. Il gonfiore si riduce in gran parte nelle prime settimane, ma il risultato definitivo, soprattutto sulla punta, si apprezza dopo circa un anno.
Parliamone in visita
Se il tuo naso non ti convince o respiri male, una valutazione specialistica ti permette di capire cosa si può migliorare e con quale tecnica. Puoi trovare tutte le informazioni sull’intervento e prenotare una consulenza con il Dott. Gambassi in questa pagina oppure dalla pagina contatti.
A cura del Dott. Gary Gambassi, chirurgo estetico.